CUBA, LA REGINA DEL CARIBE

On 02/06/2017, in diari di viaggio, by evasolidale

Ultimo appuntamento con i racconti di viaggio di Mario Pavan che ha voluto condividere con noi alcune delle emozioni vissute a Cuba durante il suo soggiorno di questa estate. Concludiamo in bellezza con le poesie che ci ha inviato.

 

IL MAR DEI CARAIBI 

Il Mar dei Caraibi … galeoni e sbarchi
oggi sono turisti che occupano
spazi di cielo e di verde.
I sogni sono lontani nei film
della mia infanzia che mi resta oggi
solo immagine in bianco e nero.
I pirati e i bucanieri dormono sonni
di un’eternità che riemerge
ma mancano funambolici assalti
e agguati d’arrembaggi
a liberare donne prigioniere : Mar de Caribe…
tortuga in una Cuba da salvare, ancora.

L’AVANA

L’Avana pulsa il cuore del nostro globo stanco,
L’Avana incoraggia il coraggio e dona allegria
L’Avana parla con i suoi odori e i suoi suoni,
L’Avana è ferma al tempo dei suoi palazzi,
L’Avana è lentezza universale in processioni oceaniche,
L’Avana regala sole e calore e scrosci improvvisi.
E’ contemplazione di donne e volti di vecchi
dalle mani rugose e di una Cuba sospesa ancora
tra passato e presente .Il futuro può attendere:
nell’augurio di un leader che ha insegnato imparando.

AVEVA IL MITRA… 

Aveva il mitra in una mano allacciato alla spalla,
nell’altra mano reggeva la sua borsa di medico
e la mente in alto a carpire chissà quali segni e sogni.
Passava in meditazione a contemplare l’isola schiava
di un capitalismo corrotto fin dalle radici e quest’isola
per lui, figlio d’Argentina, sarà la sua patria per scelta.

Il mondo non l’ha capito ma giudicato sotto canoni
e schemi di comando, senza giusti tribunali.
E’ stato condannato come un Altro, come altri, tolti di mezzo.
Aveva il mitra in una mano allacciato alla spalla,
nell’altra mano reggeva la sua borsa di medico.
Parla ancora il suo messaggio, ultimo affetto d’addio.

Perché l’amicizia leale è sempre sacra per il CHE .
La sua casa sul mare di l’Avana guarda lontano
sotto il gigantesco Cristo di una Cuba di speranza.

 

A FIDEL

La Storia ti assolverà (forse) in un giorno di là da venire,
leader maximo e compagnero del sogno vissuto, realtà
di già rivoluzione all’orizzonte di un mondo voluto
spaccato dopo la grande seconda inutile strage.

Hai vinto, alla fine, nel tuo parlare-agire coerente
sempre ostracizzato dall’opulenza sfrontata
dei soliti, pochi onnivori “re del mondo”:
che imperano ancora, Fidel, contro la tua Cuba.

Nella tua terra ho incontrato, compagnero Fidel,
chi hai tanto beneficato di dignità e fierezza.
Nella tua terra ho maledetto chi si crede eterno
e giudica in tuoni di sentenze anticipate.

La Storia, di sicuro, ti assolverà senza il forse.

 

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