La scuola si trova nella città di Babahoyo, nella provincia di Los  Rios.  Le attività economiche sono indirizzate in particolare verso l’agricoltura: banano, cacao e canna da zucchero sono le principali  colture.
La scuola  Gandhi offre un servizio dedicato a bambini da 5 a 12 anni  di età e offre lavoro a 13 persone del posto che coprono i ruoli di  insegnati e personale amministrativo.

L’apporto delle quote di solidarietà del 2014 (euro 280)  e delle quote di solidarietà del 2015 (1540 euro) sono  destinati ad un intervento di manutenzione straordinaria di alcuni gioci in cortile (scivoli e scale) e al completamento della  tinteggiatura delle aule della scuola con i bellissimi disegni del Piccolo  Principe!!!
Il personale della scuola ringrazia per questo intervento e per la  sensibilità dimostrata sempre dai partecipanti ai viaggi durante le loro  visite!!

 

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L’Ecuador, pur essendo il più piccolo dei paesi andini, ha forse la più alta concentrazione di attrattive per il turista responsabile che scelga il Sud America come destinazione di viaggio. Dal punto di vista paesaggistico sono infatti presenti ecosistemi estremamente diversi fra loro, che spaziano dall’intricata giungla amazzonica e dalle maestose montagne andine a panorami lunari di origine vulcanica e all’oceano, fino alla più classica spiaggia tropicale da cartolina. Dalla prospettiva culturale e sociale, la quantità e varietà delle comunità indigene locali e la loro disponibilità ad incontrare i turisti su un piano di autentica apertura e condivisione contribuiscono invece a caratterizzare i viaggi in  Ecuador come reali esperienze di “turismo di incontro”.  Ed è proprio all’insegna di questo spirito di viaggio che è costruito l’itinerario Ecuador proposto da Viaggi Solidali, cooperativa Onlus torinese con licenza di tour operator attiva da anni nell’organizzazione di viaggi di turismo responsabile.  

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Il mio Ecuador 4°parte

On 02/10/2012, in diari di viaggio, Uncategorized, by evasolidale

di Marisa

Salinas de Guaranda

Eccoci a sabato, continua la visita a Salinas e alle comunità femminili che fanno sempre parte della parrocchia di Salinas (tipo il nostro comune) ma che vivono sugli altipiani, 4200 metri (Aldo soffre l’altitudine, mal di testa): Verde Pampa e Pachancho.

Qui ci sono poche case, una sala dove si ritrovano le donne, una piccola scuola.
Anche qui oltre al lavoro quotidiano sono le donne che per migliorare la loro situazione economica lavorano a ferri e costruiscono delle ceste molto carine.

Sono vestite con gonne colorate e scialli un po’ vecchi e rovinati, sempre con le trecce lunghe, nere.
I visi hanno guance rosse, rovinate dall’altitudine, i denti sono spesso cariati.

 

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Il mio Ecuador – 3° parte

On 02/04/2012, in diari di viaggio, Uncategorized, by evasolidale

di Marisa

E’ giovedì, il viaggio verso Salinas de Guaranda da Otavalo ci prende quasi tutto il giorno.
Arriviamo a Salinas verso le 18, la strada  finisce proprio qui. Abbiamo attraversato paesaggi unici, magnifici, deserti, coltivati, verdi, il punto più alto è a 4200 mt e per fortuna non soffriamo il mal d’altura. A Salinas, 3500 ci fermeremo un po’ di giorni.

 Il nostro amico Giorgio della cooperativa Pace e Sviluppo è già li da giorni ci accoglie per fare un primo giro di conoscenza del paese. E’ tutto lì, tutto vicino: piazza, strada che sale, strada che scende, mercato, chiesa, latteria, panificio, pizzeria, ristorante (naturalmente non secondo i nostri parametri occidentali, scordiamoceli subito).

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Il mio Ecuador – 2° parte

On 01/27/2012, in diari di viaggio, by evasolidale

di Marisa

Otavalo, S. Barbara di Cotacachi

Abiteremo a S. Barbara, nella famiglia indigena per tre giorni, siamo subito fuori dalle strade asfaltate, fango e buchi sulle carrarecce, siamo tra due vulcani, nel cratere collassato e tutt’intorno è molto verde, coltivato. Lo sguardo vaga tra acque cristalline che scorrono in fossati, piante di agave che fanno da bordo sulle strade.

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Il mio Ecuador

On 01/24/2012, in diari di viaggio, by evasolidale

di Marisa

Quito

…già l’arrivo all’aeroporto è positivo, aeroporto pulito, poca confusione, nessuna solita ressa di gente che aspetta e l’ora non è tarda, sono le 17,30.  In orario perfetto.  Siamo da poco li e già entriamo nella realtà di campesinos, di cooperative, di produttori di caffè, latte, tagua e sue lavorazioni.
Siamo con degli italiani che lavorano qui in Equador e fanno partire vari progetti coinvolgendo alcune banche di credito italiano che sovvenzionano le attività.  Noi, dopo una pizza quasi italiana andiamo all’albergo San Francesco, molto carino, nella quito coloniale, parte molto affascinante soprattutto di notte con le luci soffuse su una architettura decisamente ispanica.
Al mattino presto già siamo in strada, incontriamo torme di studenti che vanno a scuola, tutti con le loro divise colorate a seconda del grado scolastico. Uno dei posti più belli è la piazza con chiesa e annesso convento di San francesco.  Convento  con museo e vari patii all’interno. Non li possiamo vsitare tutti. Tanto movimento di gente a piedi, le donne sono vestite con quel che sembra essere un costume. Scialle, gonna lunga, sono per lo più anziane. I colori che vedo maggiormente nelle case e palazzi sono il bianco, tanto, calce ovunque e il giallo. Una spruzzata di azzurro ongi tanto. La città coloniale è parecchio restaurata e per questo molto interessante, i posti ancora bisognosi lasciano a vedere l’incuria, la difficoltà economica ad intervenire, il tanto lavoro ancora da fare.

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